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domenica 24 ottobre 2010

Giuseppe Venturo: Ode al computer e La selva oscura

Ho avuto Giuseppe Venturo come allievo, la scorsa settimana, al corso di Word Base, nell'ambito dei corsi di alfabetizzazione digitale promossi dalla Provincia di Roma e organizzatri dalla Sediin Srl.
Lui, Giuseppe, di allievi ne ha avuti centinaia. Ha insegnato per decine d'anni materie giuridiche nelle scuole secondarie superiori, soprattutto ad Aprilia.
Sono quindi onorato dal giudizio positivo, da insegnante a insegnante, che ha espresso su di me e che è riportato, su questo blog, nell'articolo sul corso di Word Base dell'ottobre 2010.
Giuseppe è stato una presenza importante, che ha dato qualità al  corso.
Sull'uso dei computer, parte da più lontanto e ha quindi bisogno di più tempo per imparare. Però ci ha ricambiato con opinioni, commenti e anche delle piccole opere letterarie.
E' a lui (e anche a Sergio) che Valeria L., sua collega di corso, fa riferimento qundo dice:
"all'inizio del corso quando  ho visto che i compagni non erano tutti della stessa mia età pensavo che avrebbero rallentato l'apprendimento.... e invece "PERLE DI SAGGEZZA"  mi hanno regalato tanti sorrisi :-)"
E' sempre Giuseppe che Vita Rosa D., un'altra corsista, ha ringraziato esplicitamente:
"GRAZIE GIUSEPPE, ci hai fatto un dono: Ognuno è un tesoro nascosto!"
Mi pare quindi giusto condividere con le folte schiere dei lettori di questo blog due tesori che ci ha dato Giuseppe, col permesso di pubblicarli.
Il primo tesoro è una poesia, sui computer e in dialetto romanesco, che Giuseppe ha scritto una ventina di anni fa. La poesia ha non aveva titolo, per cui le ho attribuito quello provvisorio di Ode al computer.
Il secondo tesoro è un racconto lampo, scritto da Giuseppe qualche giorno fa, dopo la prima mattinata del corso di Word Base, una volta tornato a casa. Anche quest'opera non ha titolo e la chiameremo provvisoriamente La selva oscura.

Ode al computer (di Giuseppe Venturo, circa 1990)

Co na semplice tastiera
e no schermo der TIVU'
te risolve in un momento
li problemi che ci hai tu

Al dolore de li calli
se tu ci hai le scarpe strette
con du botte su li tasti
te programmi le solette

Hai capito quanto serve
sto moderno machiavello
te modifica la vita
sia col sole o con l'ombrello

Te trasforma l'esistenza
col progresso de la gente
ma se torna alla foresta
quanno manca la corente

La selva oscura (di Giuseppe Venturo, ottobre 2010)

Oggi sono andato a lezione di computer, presso un Centro studi finanziato dalla Provincia di Roma, per cominciare un Corso di Base.

L'insegnante pensava che tutti gli allievi conoscessero almeno le nozioni fondamentali del computer, ma non era così; c'erano due somaroni: io e Sandra, non sapevamo neanche accendere il computer.

Dopo vari inutili tentativi, incazzati, invece di accenderlo, gli avremmo volentieri dato fuoco!

Passò oltre mezz'ora, ma poi, con un lampo di genio, capimmo che in fondo al tavolino su cui poggiava il computer, esisteva un interruttore. Incuriositi lo pigiammo e... miracolosamente si accese una luce blu che, oltre ad illuminarci la punta delle scarpe, ci fece capire che il computer si stava svegliando.

Notammo, quasi subito, sotto la base dello schermo, un pulsante rotondo, circondato da una luce verde, che ci invitava a farsi palpeggiare.

Cedemmo alle lusinghe e, decisi, gli mettemmo un dito al centro!

Come nei film di Harry Potter, comparve all'improvviso un bosco in pieno autunno che per noi era una vera a propria selva oscura!

Grazie ad un intervento di vino, un buon bicchiere di Rosso di Montepulciano ci schiarì le idee, capimmo che, per i cervelloni, la selva oscura è sinonimo di DESKTOP.

Fu solo allora che gli alberi presero forma, trasformandosi in file, cartelle e programmi.

Che c'entra Giuseppe con le Google Apps?

Bella domanda. Anche se la fantasia di Giuseppe non c'entrasse niente con le Google Apps, lui si meriterebbe comunque uno e più articoli (post).
Mi piace pensare però che la creatività di Giuseppe sia stato riaccesa dall'utilizzo di alcune applicazioni di Google, come la posta elettronica con GMail e il cloud computing con Google documenti.
***

sabato 23 ottobre 2010

Ottobre 2010, Insegnare Word Base col supporto di Google Documenti

E' sabato 23 ottobre. Ieri è terminato il corso settimanale su Microsoft Word livello di base. Hanno partecipato otto allievi e io (Paolo Miggiano) sono stato il loro "Doc" (docente) o "Prof" (professore).
Sono corsi di alfabetizzazione digitale, finanziati dalla Provincia di Roma e organizzati dalla Sediin Srl.

Word Base

Abbiamo quasi completato il programma, facendo prove ed esercizi su Word 2003. Ecco gli argomenti  che abbiamo affrontato:
  • Come aprire e chiudere Word
  • Perché e quando usare la Visualizzazione Normale e Visualizzazione Layout di stampa
  • Come impostare la pagina, il suo orientamento e i suoi margini
  • Come muoversi agilmente nel documento
  • Come digitare il testo e modificarlo
  • Come selezionare con precisione caratteri, parole, frasi e paragrafi
  • Come copiare e incollare pezzi del documento
  • Come aprire un documento e come salvarlo
  • Perché e come usare gli elenchi puntati e numerati
  • Perché e come formattare caratteri e paragrafi
  • Come cercare e sostituire parole
  • Come usare il controllore ortografico automatico
  • Come usare il dizionario dei sinonimi e dei contrari (Thesaurus)
  • Come creare e modificare le tabelle

Applicazioni di Google a supporto del corso

Per comunicare con gli allievi ho usato GMail e, soprattutto, Google Documenti.
Ho usato Google Documenti per far sperimentare agli allievi cosa significa lavorare in gruppo e sulle nuvole.
Lavorare in gruppo vuol dire, oggi, per esempio partecipare contemporaneamente alla scrittura dello stesso documento, che sta sul server.
Lavorare sulle nuvole significa usare un semplice browser per far girare programmi e modificare documenti che stanno lassù, sul server, sulle nuvole.
In inglese si chiama cloud computing, cioè usare il computer sulle nuvole.

Google Documenti per fare un bilancio

Alla fine del corso gli allievi hanno messo le crocette sui questionari di gradimento predisposti dalla Sediin. I questionari sono anonimi, per favorire la massima libertà di espressione agli allievi.
Alcuni degli allievi però, avevano espresso il desiderio di esternare la loro opinione sul corso in modo più esplicito e responsabilizzato: pubblicamente, col proprio nome e con alcune frasi.
Così ho proposto alla classe di creare, con Google Documenti, una tabella dove, nella cella accanto al proprio nome, ogni allevo poteva scrivere il suo parere.
Nel prossimo paragrafo riporto stralci dei commenti scritti dagli allievi.
L'esperimento ha prodotto un risultato inaspettato. Siccome tutti gli allievi scrivevano contemporaneamente sullo stesso documento, potevano anche leggere quanto scrivevano i loro colleghi e rispondere immediatamente.
In questo modo sono emerse alcune diversità d'opinione e tensioni personali presenti nella classe.
Le tensioni, presenti in ogni corso, non ne hanno alterato la natura positiva. Nel riportare le opinioni degli allievi, ho scelto di cassare le parti polemiche.

Stralci dai giudizi degli allievi

Valeria L.

Che dire.... Con questo corso ho conosciuto il COMPUTER! Sono molto soddisfatta e sorpresa! 
Devo però dire una verità: all'inizio del corso quando  ho visto che i compagni non erano tutti della stessa mia età pensavo che avrebbero rallentato l'apprendimento.... e invece "PERLE DI SAGGEZZA"  mi hanno regalato tanti sorrisi :-) e soprattutto confermato che "E' DAVVERO...NON E' MAI TROPPO TARDI!"
Grazie a tutti! 

Vita Rosa D.

Mi dispiace! In questo corso non c'è stata integrazione tra gli "alunni" (ognuno concentrato sulla propria esigenza, senza considerare il problema dell'altro...).
Ringrazio il Doc. per la pazienza...Che fatica!
GRAZIE GIUSEPPE, ci hai fatto un dono: Ognuno è un tesoro nascosto!
(Giuseppe Ve. ha scritto una Ode al computer e il racconto breve La selva oscura, ndr).

Maria R.

Sono molto soddisfatta dell'esito del corso. Non mi prendo più a pugni.
GRAZIE al prof. e alla Provincia che organizza questi corsi.  

Giuseppe Venturo

Il primo contatto "fisico" con il computer l'ho avuto presso questo Centro (il centro è la sede della Sediin, ndr)
Così grazie alla Provincia, al Centro ma soprattutto a Paolo Miggiano, il nostro Docente, ho imparato a digitare, a scrivere ed entrare nel mondo di Word.

Sandra C.

Devo fare ancora molta strada.

Giuseppe Vi. (Peppe)

Sandra, piano piano diventerai un informatica professionista poi verrò a prendere lezioni da te!
Sono d'accordo con te che il prof ha tanta pazienza ;-).

Maria Flora S.

Ho imparato molte cose grazie a questo corso, e poi mi sono trovata molto bene con i compagni di classe! Grazie a tutti :-).
***

venerdì 8 ottobre 2010

Ottobre 2010, insegnare Microsoft Excel col supporto di Google

Venerdì 8 ottobre. In undici abbiamo terminato il nostro corso settimanale su Microsoft Excel livello avanzato.
(Nell'immagine qui accanto, una fotografia da schermo di Microsoft Excel 2003).
Dieci sono gli allievi e l'undicesimo sono io, l'insegnante. Venti ore in cinque giorni, quattro ore al giorno, la mattina, dalle nove all'una.
E' un corso di alfabetizzazione digitale, finanziato dalla Provincia di Roma per i propri cittadini e organizzato dall'azienda Sediin Srl.

Cosa abbiamo fatto

In cinque giorni abbiamo provato diverse funzioni e formule avanzate di Microsoft Excel. A supporto del corso, abbiamo utilizzato alcune applicazioni di Google.

Microsoft Excel avanzato

Un corso di "Excel avanzato" in un programma di alfabetizzazione digitale può sembrare una contraddizione in termini. E forse lo è.
Come hanno notato a fine corso quasi tutti gli allievi, Excel è molto vasto, complesso e anche complicato.
Venti ore d'aula per apprenderne le funzioni avanzate sono poche. Si rimane con la sensazione di aver fatto solo un assaggio, interessante ma parziale.
Ecco il menù dell'assaggio:

  • inizio con un ripasso generale alle formule e ai formati delle celle;
  • ordine, ricerca e sostituzione di valori all'interno del foglio di calcolo
  • database in Excel, come crearli e come utilizzarli
  • uso del modulo dati (per alcuni è stata una ripetizione perché l'avevano già fatto nel corso Excel livello base);
  • Filtri automatici e personalizzati;
  • tabelle Pivot;
  • funzioni avanzate come cerca.vert e se;
  • formattazione condizionale e personalizzata

Applicazioni di Google a supporto del corso

Per sostenere le attività del corso, abbiamo usato diverse applicazioni fornite gratuitamente da Google:

GMail
. Tutto comincia con GMail. Ho invitato gli allievi ad aprire una casella di posta elettronica (account) con GMail. Grazie a questi account ho potuto creare una mailing list per le comunicazioni agli allievi del corso. GMail è di più di una casella di posta elettronica. Infatti, grazie a GMail, si può avere accesso ad altre funzionalità offerte da Google per il lavoro di gruppo, come la condivisione di documenti in linea (vedi punto seguente).

Google Documenti. Per trasmettere agli allievi i file degli esercizi, ho usato una cartella condivisa di Google Documenti. La cartella condivisa, grazie a un lampo di creatività, è stata denominata "ExcelAvanzato". Quando è servito, ho caricato i nuovi documenti su Internet, come i file di Excel necessari per le esercitazioni in aula e i testi di istruzione per gli esercizi a casa. Gli allievi sono andati su Internet, fino alla cartella condivisa, e da lì hanno scaricato i file sul desktop del computer d'aula. Alcuni hanno anche fatto i compiti a casa e me ne hanno inviato copia con la posta elettronica.

Google Chrome. La connessione a Internet ha avuto alti e bassi. Ad alcuni allievi, utilizzando Microsoft Internet Explorer, il computer andava molto lento. Così abbiamo provato a installare il browser di Google, Google Chrome, e la velocità della connessione è aumentata.

Bilancio del corso e opinioni degli allievi

Alla fine del corso, gli allievi mi sono sembrati soddisfatti per aver imparato a usare nuove funzioni e procedure di Excel e dei fogli elettronici. E mi sembra che siano anche riusciti a imparare alcune funzionalità su cui avevano avuto dei problemi, come l'uso delle tabelle Pivot e la 'funzione se' nidificata.
E l'opinione degli allievi? Li ho invitati a 'postare' il loro commento a questo articolo, con le loro opinioni sul corso e sulle applicazioni di Google. Spero che lo facciano.
***

venerdì 24 settembre 2010

Settembre 2010, Gmail come posta eletronica

E' il settembre 2010. Oggi venerdì 24 sta finendo il corso di Internet e posta elettronica di cui sono stato il professore.
Il corso è organizzato dalla Sediin Srl (la foto accanto mostra le sede del corso) e finanziato dalla Provincia di Roma.

Bilancio

Tutti gli allievi hanno ora un account di posta elettronica, con GMail. Alcuni, prima del corso, non ne avevano.
Abbiamo usato, a giorni alternati, due browser: Microsoft Internet Explorer 8 e Google Chrome. Secondo diverse persone Google Chrome è più veloce di Microsoft Internet Explorer.

Esperienze particolari

Come cose particolari:
  • abbiamo usato Google Maps per vedere dei luoghi a Roma e nella provincia.
  • Abbiamo esplorato e approfondito l'iniziativa Provincia Wi-Fi attraverso cui la Provincia di Roma fornisce una connessione in banda larga gratuita ai residenti della Provincia stessa (gli allievi aggiungeranno nei commenti).
  • Abbiamo visto come si fa Internet Banking, cioè, per esempio, come fare la ricarica telefonica tramite il sito Internet della propria banca.
E altre cose che ora non mi ricordo.
Su tutto ciò seguono i commenti degli allievi.
Buone cose.

mercoledì 28 luglio 2010

Cosa ti piace di più di Google?

Un mese di informatica di base

Mani di Violetta
E' l'ultima settimana del luglio 2010 ed è un mese che sto insegnando informatica di base a un corso di alfabetizzazione digitale gratuita finanziato dalla Provincia di Roma, organizzato dalla Sediin SpA e descritto in dettaglio nel post Insegnare Gmail a un corso di informatica di base pubblicato agli inizi del mese su questo blog.
Finita questa settimana ci sarà la pausa estiva. I corsi dovrebbero riprendere a settembre.

Un mezzo bilancio

Mani di Attilia
Nell'arco di un mese ho 'erogato formazione' a diversi minicorsi di durata settimanale:
  • elaboratore di testi a livello base su Microsoft Word 2003 e Google Docs;
  • Internet e posta elettronica, utilizzando Internet Explorer, Google Chrome, Microsoft Outlook e anche GMail;
  • foglio elettronico su Microsoft Excel 2003 e anche su Google Docs;
  • informatica di base e uso del computer.
Gli allievi che hanno seguito le lezioni mi sono sembrati, in genere, soddisfatti. Anche a me questa esperienza è piaciuta.

Vivere in linea

Mani di Claudio
Il tema che mi ha appassionato di più è stato certamente quello della collaborazione in linea nell'eseguire i tradizionali compiti d'ufficio. Vivere in linea, cioè usare il computer connessi a Internet sta rapidamente diventando la condizione normale di utilizzo del computer. E' quella che offre le maggiori opportunità di trovare informazioni e di lavorare efficacemente assieme.
Non a caso, Vivere in linea, in inglese Living Online, è il titolo di uno dei moduli del programma IC3, un buon programma di alfabetizzazione digitale costruito dalla ditta americana Certiport.
Dal giugno 2010, con Office 2010, anche la Microsoft è arrivata sul
Web.
Con Office 2010, infatti, si possono, per la prima volta nella storia della Microsoft, condividere e modificare documenti da ogni computer e usando solamente un browser (Microsoft Internet Explorer, Mozilla Firefox e Apple Safari). Per il lancio di Office 2010, la Microsoft ha anche prodotto un trailer che mima un film di cappa e spada: Office 2010: The Movie (su YouTube, durata 2' e 16", inglese con sottotitoli in italiano).
Mani di Maria

Cosa ti piace di più di Google?

Su Internet, già da qualche anno, ci sta già Google. Google è il principale motore di ricerca a livello mondiale. Molte persone usano Google Maps per cercare luoghi e scegliere la strada migliore per raggiungerli. Diverse persone hanno un account con Gmail e lo usano come servizio di posta elettronica.
Google è su Internet anche con un suo pacchetto di applicazioni per le produttività del lavoro d'ufficio: Google Docs.
Con Google Docs puoi creare documenti di testo, fogli elettronici e presentazioni grazie al solo uso di un browser, di una connessione Internet e di un account.
Mani di Maria Teresa
Di norma i documenti che crei vengono salvati su Internet, sui server di Google. Però, quando ne hai bisogno li puoi scaricare sul tuo computer per lavorarli con OpenOffice o Microsoft Office.
La caratteristica per me più entusiasmante è la possibilità da parte di più persone di modificare contemporaneamente un documento. A me è sembrata una magia. La ho provata in classe. Il proiettore mostrava in grande, sulla parete, un foglio elettronico condiviso da tutta la classe su Google. Poi il contenuto del foglio cambiava in tempo reale mentre ognuno dei presenti faceva le sue modifiche.
Anche la chat di Google, che si trova nella finestra di Gmail, ha riscosso successo. Una volta capito il meccanismo, un sorriso è apparso sulle bocche dei corsisti mentre si scatenavano sulla tastiera.
Mani di Angelo
I corsisti che non avevano mai avuto una casella di posta elettronica ora ce l'hanno, con Gmail. I corsisti che già avevano una email ora ne hanno un'altra, che ha permesso loro di partecipare più efficacemente ai corsi di alfabetizzazione digitale.
Questa è la mia opinione. Se trovo il tempo, però, chiederò ad alcuni corsisti di scrivere un commento a questo post in modo che voi lettori possiate leggere anche le loro risposte alla domanda: "Cosa ti piace di più di Google?"

***

martedì 6 luglio 2010

Insegnare Gmail a un corso d'informatica di base

>> L'immagine a sinistra me l'ha inviata ieri sera, con Gmail, Alessandro B., un allievo del corso di cui si tratta in questo post<<

Un corso d'informatica di base

Dall'inizio di luglio (del 2010) sto facendo lezioni di informatica di base. Si tratta di corsi grauiti di alfabetizzazione informatica, offerti dalla Provincia di Roma a partire dal 2002 e organizzati dalla Sediin SpA. Ecco l'elenco dei corsi:
* Sistema operativo del computer;
* Internet e posta elettronica
* Trattamento testi a livello base;
* Trattamento testi a livello avanzato;
* Foglio elettronico a livello base;
* Foglio elettronico avanzato;
* Banca dati;
* Pubblicazione di un sito sul Web.
Il taglio dei corsi ricalca, salvo il modulo sulla Pubblicazione di un sito Web, il programma tradizionale della Patente europea di guida del computer (ECDL, European Computer Driving License).
Ad ogni argomento corrisponde un corso di una settimana. Si tratta di venti ore in totale, cioè quattro ore al giorno per cinque giorni.
Dopo un primo corso sul trattamento testi (Microsoft Word) a livello di base, mi è stato asssegnato il corso su Internet e posta elettronica.

Gmail come posta elettronica

In questo modo ho avuto la possibilità di insegnare come usare Gmail alle nove persone della mia classe.

Risultati della prova

I risultati dell'esperimento? Per ora (sono al terzo giorno del corso) mi paiono buoni:
* Due persone non avevano mai avuto alcuna casella di posta elettronica e ora ce l'hanno;
* Una terza persona aveva una casella con Gmail ma non l'aveva mai aperta e ora l'ha fatto;
* Una quarta persona ha, forse, una casella di posta elettronica al lavoro, ma non ne è sicura perché non l'ha mai utilizzata. Ora ha la sua casella di posta elettronica privata su Gmail.
* Altre persone, che hanno altre caselle di posta elettronica con altri fornitori, sono sembrate interessate.

Se ne ho il tempo cercherò di far scrivere un'opinione sul corso, come commento a questo post, agli stessi allievi.

domenica 14 febbraio 2010

Il decalogo Microsoft contro le Google Apps

>> La richiesta di Mauro L.

Qualche settimana fa, il 21 gennaio 2010, la Bagnetti Srl di Roma mi ha invitato a parlare delle applicazioni di Google: le Google Apps. Per la conferenza/laboratorio, ho preparato con Google Docs una presentazione, che ho pubblicato su Internet e usato per tenere il filo del discorso: Ricetta anticrisi: due amici , un Mac e Google Apps.

La foto qui accanto, gentilmente inviata da uno dei presenti, mi mostra durante la conferenza, con la prsentazione sullo schermo, mentre cerco di tornire un concetto aiutandomi con le mani.

Mauro L., presente alla conferenza, ha scritto una email agli organizzatori dell'evento, che me l'hanno inoltrata.
"In Merito al seminario da voi svolto su Google Apps, vi invio un allegato dove la Microsoft spiega i 10 motivi per evitare le Google Apps.
Attendo un vostro parere in merito. Grazie."
Rispondo con piacere alla richiesta di Mauro L.. Siccome credo che la sua richiesta e le mie note possano interessare anche altri, ho scritto questo post. Spero che non me ne voglia.

>> Cosa sono le Google Apps

Non dare niente per scontato. Cosa sono le Apps, cioè le applicazioni, di Google?
Google è nato e cresciuto come un motore di ricerca delle informazioni presenti su Internet, fino a diventare il primo motore di ricerca al mondo. Ma non è solo un motore di ricerca. Google ha sviluppato un'applicazione, basata sulle mappe, per aiutare chi viaggia, così è nato Google Maps, usato da molti di noi. Da qualche anno, Google sta sviluppando le Google Apps, cioè una intera batteria di applicazioni per la produttività del lavoro d'ufficio.
Le Google Apps sono una serie di applicazioni, progettate per rafforzare la collaborazione tra persone nella comunicazione digitale e nella vita lavorativa. GMail serve a comunicare attraverso l'uso della posta elettronica. Google Calendar permette di pubblicare, su Internet, calendari pubblici e privati. Google Docs favorisce la condivisione di documenti di testo, fogli elettronici e presentazioni. Google Talk ti mette in grado di chattare e parlare via telefono. E così via.

La caratteristica che accomuna tutte queste applicazioni è che tutto sta su Internet, sui server di Google. Sia le applicazioni sia i documenti stanno sulle 'nuvole della rete' (cloud computing). Per avere accesso alle applicazioni e ai documenti basta avere:

1. un qualsiasi computer connesso a Internet,
2. un browser come Firefox, Internet Explorer, Safari, ecc. e
3. una registrazione (account) con Google.

Si viaggia decisamente leggeri. Non ci sono dubbi su quale possa essere la copia più recente del documento a cui stiamo lavorando con altri: è la copia che sta sul server.

>> Cave Google Apps: il contesto del decalogo Microsoft

Davanti alle case degli antichi romani era a volte affisso un avviso: "Cave canem", cioè stai attento al cane. Il decalogo della Microsoft è un avviso a diffidare della Google Apps. Ecco la storia del decalogo.
Nel settembre del 2007, due anni e mezzo fa, la Microsoft ha fatto arrivare a una giornalista una nota di un suo dirigente sulle Google Apps. La email conteneva le dieci critiche della Microsoft all'adozione di Google Apps Premier Edition da parte delle grandi aziende, nella definizione inglese chiamati clienti enterprise.
Le Premier edition delle Google Apps sono versioni a pagamento delle applicazioni Google. La formula è semplice: un abbonamento di cinquanta dollari l'anno per utente.
Il comunicato ufficioso della Microsoft viene pubblicato sul blog di Mary Jo Foley, la giornalista che aveva ricevuto l'informazione.
Il contesto del cosiddetto decalogo è molto segnato dalla notizia, giunta sui media qualche ora prima, della firma di un accordo tra Google e CapGemini per la commercializzazione e vendita delle Google Apps a clienti enterprise.
CapGemini, secondo Wikipedia, è una delle maggiori aziende di comunicazione e informatica. La multinazionale ha la sua sede principale a Parigi e conta novantamila dipedenti sparsi per il globo. La Microsoft ha circa novantatremila impiegati, sparsi in cento paesi. Microsoft e CapGemini hanno quasi lo stesso numero di impiegati. Google ha molti meno dipendenti delle altre due aziende. Sono circa ventimila.
Era abbastanza evidente, nel 2007, che l'accordo tra Google e la CapGemini avrebbe permesso alle Google Apps di penetrare nel settore di mercato delle grandi aziende. Di qui la preoccupazione della Microsoft.
Ma dove sta il benedetto decalogo? Ecco il decalogo, punto per punto e il mio commento.

>> Punto uno.

Dirigente Microsoft: Google dice di avere molti utenti nel settore di mercato enterprise. Ma quanti sono davvero quelli che utilizzano le loro applicazioni all'interno delle aziende?

Mig: La Microsoft sembra suggerire che, anche se i vertici aziendali acquistano le licenze per le Google Apps Permier Edition, in realtà i loro dipendenti sarebbero così insoddisfatti delle applicazioni da non usarle. Boh! Non so su quali dati si basa l'affermazione/allusione della Microsoft.
La mia esperienza mi dice invece che molti utenti di Microsoft Office utilizzano una parte minima delle funzioni presenti nel pacchetto. La mia esperienza è consistente con la cosiddetta regola dell'ottanta e del venti. L'ottanta per cento degli utenti di Microsoft Office userebbe il venti per cento delle funzioni del programma.

>> Punto due

Dirigente Microsoft: Google ha una tradizione di creare prodotti incompleti, definiti versioni Beta. Gli aggiornamenti delle versioni Beta sono basati su un'agenda decisa unicamente da Google e non condivisa coi dirigenti delle altre aziende.

Mig: E' solo usandoli che ci si accorge se i prodotti sono completi o incompleti. Mi è capitato di usare applicazioni, presentate come versioni definitive e lanciate in fretta e furia sul mercato solo per motivi commerciali. Poi ho scoperto che avevano gravi difetti.
Una delle cose che mi piaceva di meno di Office 2000, il pacchetto su cui mi sono certificato come istruttore Microsoft, erano i blocchi dei programmi, i cosiddetti crash. Word, Excel, PowerPoint semplicemente si inchiodavano e spesso perdevi il lavoro fatto. A volte dovevi riavviare l'intero computer. Con Microsoft Office XP, release definitiva, è arrivata la novità che, ad ogni blocco, partiva un programma automatico che tentava di recuperare i dati. A me questa novità non pareva così grande. Pensavo che programmi semplici - trattamento testi, foglio elettronico, presentazione - avrebbero dovuto essere così stabili da avere così pochi crash, che te li saresti potuti ricordare. E così ho iniziato ad usare OpenOffice, che di crash ne aveva veramente pochi.
Non ci si deve fermare ai titoli delle scatole. Bisogna guardare cosa c'è dentro. Una applicazione col nome Beta può essere più buona e robusta di una versione (release) presentata come definitiva.
Il dirigente Microsoft sembra anche criticare Google per la scarsa collaborazione con le aziende clienti. Anche qui non so bene di cosa si parli. La Microsoft, invece, avrebbe forse buoni rapporti coi suoi partner? Sulla base della mia esperienza, lo spirito fondamentale della Microsoft mi è sembrato, almeno fino al 2005, di grande avidità. L'unica a guadagnarci veramente era sempre e solo lei. So che forse mi sono perso qualcosa negli ultimi cinque anni. Nel comunicato ufficioso del 2007, il dirigente Microsoft sottolinea con orgoglio "la crescita, rispetto all'anno precedente, del 43% dell'ecosistema dei partner che lavorano sulla piattaforma Office". Non so come interpretare questa frase, ma dubito che l'ecosistema esterno alla Microsoft abbia guadagnato il 43% di quanto ha guadagnato la Microsoft sul pacchetto Office nell'anno 2007.
Certo, ho avuto qualche segnale, negli anni, di qualche funzione gratuita data ai propri clienti e partner. Ma poca roba. Quanto a condivisione degli oneri e degli onori con partner e clienti, mi hanno convinto molto di più aziende come la Macromedia e la Adobe (che ha comprato Macromedia qualche anno fa). Per questo, tra l'altro, mi sono certificato con la Adobe, diventando un Adobe Certified Expert.

>> Punto tre

Dirigente Microsoft: Google sottolinea il basso costo delle proprie applicazioni. Non solo il prezzo sarebbe basso ma le Google Apps non avrebbero bisogno di hardware, né di spazio per l'immagazzinamento dei dati e neppure di spese di manutenzione.
Ma se le Google Apps sono un complemento di Microsoft Office, i costi per le aziende aumentano, perché ora hanno due sistemi di informazione tecnologica da gestire e mantenere. Ciò non porta a costi più alti e ad una accresciuta complessità?


Mig: Uno dei pregi di Google, forse quello principale, è quello di ribaltare il modo usuale di fare le cose. E' una vera rivoluzione copernicana. La Chiesa cristiana affermava che il sole girava attorno alla terra. Copernico studiò, capì e dimostrò che è la terra che gira attorno al sole.
La pratica normale coi computer è ancora quella di avere quasi tutto sul computer (tuo personale o dell'azienda) e qualche cosa su Internet. Con le Google Apps è l'esatto contrario: hai quasi tutto su Internet e qualche cosa sul computer (tuo o dell'azienda).
Ricordate i concetti matematici? Questo nuovo teorema ha, come corollari, una serie di risparmi economici. Il computer non è necessario che sia nuovissimo, basta che abbia un buon browser (Firefox, Internet Explorer, Safari e, perché no?, Google Chrome). I costi legati agli aggiornamenti delle applicazioni vengono tagliati. Non c'è bisogno di installare una nuova versione dell'applicazione, perché ci pensa Google a modificare l'applicazione sui suoi server e l'utente finale se la trova già pronta quando apre il browser. Non ci sono, soprattutto, i costi aggiuntivi e i colli di bottiglia che normalmente le aziende pagano per implementare le proprie funzioni di collaborazione. Con le Google Apps non occorre avere un server di sistema per condividere i documenti. Né occorre avere lo Exchange server o il SharePoint System a pagamento della Microsoft. Non occorre installare filtri antispam sul server di sistema, perché la posta di GMail arriva già pulita dallo spam. Non si sentirà più la solita solfa "Per risolvere questo problema, bisogna aspettare che passi l'amministratore di sistema o lo specialista esterno che gestisce il server".

Il dirigente Microsoft sottolinea un altro punto, interessante e importante:
"se le Google Apps sono un complemento di Microsoft Office, i costi per le aziende aumentano".
In effetti, le Google Apps sono in qualche modo dipendenti da altre applicazioni, però non solo da Microsoft Office. Le Google Apps dipendono anche da OpenOffice e da Adobe e anche... da nessuno.
Per esempio, se ho creato un foglio elettronico su Internet con Google Docs, posso scaricarlo (download) sul mio computer nei seguenti formati: Microsoft Excel; OpenOffice; PDF; HTML e anche puro TXT. Posso anche installare Google Gears sul mio computer per lavorare offline. Se affianco le Google Apps al pacchetto gratuito OpenOffice i costi non aumentano granché.
Quanto alla maggiore complessità, dovuta a due sistemi diversi, non credo che sia così grande da preoccupare. Ci può essere eccessiva complessità anche in un solo sistema integrato, dove tutto, dal sistema operativo alla banca dati è fatto dalla stessa azienda, come in una sorta di finto mondo, come nel film Truman Show. Provate a risolvere qualche problema di un'applicazione grazie all'Assistente di Microsoft Office. Io ci ho provato con Windows 96, Windows 2000, Windows XP, Office 97, Office 2000 e Office XP. Il tempo che ho sprecato a cercare una soluzione è stato dieci volte superiore a quello che ne ho ricavato come aiuto.
Ma l'argomento principale è che, sempre più spesso, viviamo usando varie applicazioni. Come sistema operativo, abbiamo Microsoft Windows XP come prima scelta e magari Linux Ubuntu come seconda. Oppure, nel mondo Apple e grazie al processore Intel, abbiamo Mac SnowLeopard come prima scelta e Microsoft Windows Vista come seconda. Come pacchetto di applicazioni per l'ufficio abbiamo Microsoft Office e anche OpenOffice o NeoOffice. Spesso abbiamo due indirizzi di posta elettronica, uno per il lavoro e l'altro personale. E spesso lavoriamo sulle email un po' sul server e un po' scaricando la posta sul nostro computer, con Microsoft Outllook, Mail o Mozilla Thunderbird. E poi abbiamo, per il lavoro una o più applicazioni dedicate, che utilizziamo per il business del nostro settore. Siamo immersi nella pluralità e nella complessità e siamo grati a chi ci aiuta a scoprire il giusto mix di applicazioni che ci permette di fare facilmente le cose che ci servono, dal pubblicare un'immagine in bianco e nero al terminare un progetto a sei mani entro la data di scadenza.

>> Punto quattro

Dirigente Microsoft: L'impegno principale di Google è sulla pubblicità a pagamento nell'ambito della ricerca su Internet. L'interesse per il settore enterprise e le applicazioni per la produttività d'ufficio riguarda solo l'un per cento dei ricavi aziendali. Cosa succederà se le cose andranno male per le Google Apps? Chiuderanno il settore visto il poco guadagno? I clienti dovrebbero fidarsi che ciò non potrebbe accadere?

Mig: L'idea, un po' velenosa, suggerita da questo punto è che Google potrebbe semplicemente, un giorno, chiudere il settore delle applicazioni per la produttività del lavoro d'ufficio. La mia impressione è che Google sia entrata in questo settore per restarci. Dal 2007, le Google Apps sono state migliorate, anche su alcuni punti segnalati dal decalogo Microsoft (vedi punto Sei).

>> Punto cinque

Dirigente Microsoft: Le Google Apps funzionano solo se una grande azienda non ha utenti esperti (power user), gli impiegati sono sempre in linea, l'azienda stessa non abbia costruito applicazioni d'ufficio personalizzate.
Questi limiti rendono le Google Apps utili solo per una percentuale marginale dei lavoratori globali che utilizzano la tecnologia dell'informazione. Confrontando funzionalità con funzionalità, non stupisce che la Microsoft sia l'azienda leader dl settore.


Mig: Quando hai ancora la maggior quota di mercato in un settore, lo puoi gridare al vento in ottanta modi, ma ciò non dimostra che avrai ancora la leadership domani né che i tuoi prodotti siano ancora i migliori. E questo vale soprattutto quando hai vissuto, per i tuoi meriti e gli altrui limiti, una condizione di monopolio o quasi monopolio. Che è proprio quello che è successo alla Microsoft nel settore dei sistemi operativi e dei pacchetti per la produttività d'ufficio.
E arriviamo alle caratteristiche dei prodotti. Le Google Apps funzionerebbero solo in aziende senza utenti esperti, cioè senza quel venti per cento degli utenti Office che utilizza l'ottanta per cento del pacchetto. Ma dov'è il problema? Se c'è un venti per cento di dipendenti che usa bene le applicazioni Microsoft Office, la direzione aziendale comprerà licenze Microsoft Office per quel venti per cento e licenze Google Apps per il restante ottanta per cento. Risparmierà di sicuro.
Le Gogle Apps funzionerebbero solo se gli utenti fossero sempre in linea. Non è vero. Vedi la risposta al punto tre. Se devi lavorare offline, puoi scaricare un file dal server al tuo computer e continuare a lavorarci con Google Gears, un'applicazione Microsoft Office e anche OpenOffice.
Le Google Apps non avrebbero spazio in aziende con applicazioni d'ufficio personalizzate. Non so se ho capito bene cosa si intenda. So di certo che un impiegato dell'amministrazione che è un mostro con i fogli di Excel, con le tabelle Pivot e con le macro va protetto come un gioiello. Se le sue macro possono migrare da qualche parte, con tutta calma, lo si fa. Se a lui non va di migrare, gli compreremo la sua licenza di Microsoft Office.
Non tutti i soldati di un reparto di fanteria hanno in dotazione una mitragliatrice pesante e non tutti i dipendenti di un'azienda devono essere obbligati a usare Microsoft Office.

>> Punto sei

Dirigente Microsoft: Le Google Apps non hanno funzioni essenziali come quelle che permettono di creare intestazioni, piè di pagina, indici (che oggi ci tocca chiamare sommari, ndr) , note a piè di pagina, eccetera.
Inoltre mentre gli utenti possono collaborare su documenti elementari, per elaborare un documento completo, l'azienda deve utilizzare una procedura in due passi: lavorare assieme con Google Apps su una versione elementare del documento, poi salvare in Word o Excel e infine inviare il documento per posta elettronica per le modifiche finali. Certo il costo della licenza per le Google Apps è solo di 50 dollari, ma con le inefficienze create, quale è il costo reale?


Mig: L'immagine qui a fianco, presa da questo testo che sto scrivendo con Google Docs, mostra sia che Google è arrivato nel settore della produttività d'ufficio per restarci sia quali siano i miglioramenti fatti nell'ultimo anno e mezzo. I tasti delle funzioni cerchiate in rosso riguardano: note a piè di pagina (footnotes); intestazioni (header); pié di pagina (footer); sommario (Table of contents).
Della necessità della procedura a due passi, uno su Google Apps e l'altro su Microsoft Word (oppure su OpenOffice Writer) non sono certo. E neanche credo che passare da un sistema all'altro crei un disastro.
La mia curiosità va su un altro punto. Ho impiegato molto tempo e fatica a insegnare agli utenti esperti la procedura Microsoft per la collaborazione digitale nella scrittura di documenti, la famosa funzione revisioni. La procedura Google Apps, col documento master sul server, è molto più diretta e immediata, ma mette inizialmente a disagio. Si potrebbero mettere a confronto le due procedure? Cosa si scoprirebbe?

>> Punto sette

Dirigente Microsoft: Le grandi aziende devono preoccuparsi costantemente della regolamentazione governativa e degli standard. Mentre Google può immagazzinare una mole di dati sui suoi server, non esiste una facile modalità che permetta alle imprese di cancellare con regolarità i propri dati, bloccare per via legale la consegna di qualche documento o farne copia per l'azienda. Cosa succede se un'azienda deve disporre dei documenti per rispondere alle agenzie di controllo governative?
Inoltre Google mette in evidenza il 99,9% di funzionamento per le sue applicazioni, ma poche persone capiscono che questa garanzia vale solo per la posta GMail. Allarma anche la definizione di blocco (downtime) fatta da Google, per cui il blocco consisterebbe in almeno dieci minuti continuati di non-funzionamento. Quanto costerebbe a un'azienda un blocco di sette minuti l'ora, se si ripetesse per ogni ora di una giornata?


Mig: Se un individuo o un'azienda non vuole che qualcosa vada in mani estranee, semplicemente non la deve pubblicare su Google. Ma in questo caso, forse è anche sbagliato averla permanentemente nei computer. La cosa migliore, credo, è avere le informazioni critiche su una pennetta USB. In genere, per i documenti importanti, si può adottare la procedura di fare una copia da salvare su computer o server aziendali.
Non so se sia così critica, a parte casi particolari, la percentuale di funzionamento (uptime) delle applicazioni Google.

>> Punto otto

Dirigente Microsoft: Nel mondo del business, si è sempre accesi e sempre connessi. Perciò avere accesso al supporto tecnico 24 ore al giorno per sette giorni a settimana è essenziale.
Se un'azienda installa le Google Apps e c'è un problema alle otto di sera, niente servizio. Il servizio di supporto tecnico di Google funziona dal lunedì al venerdì dall'una del mattino alle sei del pomeriggio, ora del Pacifico (PST, Pacific Standard Time). Sono queste le nuove ore del commercio globale? E se l'amministratore assegnato a un cliente non è disponibile, l'attività che fa, si ferma?


Mig: Magari la Microsoft ha ragione, ma non posso confermarlo, perché non ho esperienza diretta sul funzionamento dell'assistenza Google. Anche dell'assistenza Microsoft ho poca conoscenza. Quando ho avuto guai seri con l'installazione di Windows XP ho chiamato l'assistenza perché, nel prezzo del prodotto, erano comprese tre richieste d'aiuto. Mi sono sembrati così distanti dai miei problemi (e dai loro difetti), che non li ho disturbati più. Mi sono comprato una specie di bibbia su Windows XP e me la sono cavata da solo.

>> Punto nove

Dirigente Microsoft: Google afferma che gli utenti enterprise utilizzano solo il 10% delle funzionalità delle attuali applicazioni per la produttività d'ufficio, il che sembra significare che OGNI impiegato debba usare lo stesso 10% di funzionalità.
Invece è chiaro che in ogni azienda esistono specifici ruoli che richiedono l'utilizzo di specifiche funzioni e informazioni. Come affronta Google questi bisogni degli specifici ruoli?


Mig: Su diversi aspetti, le Google Apps sono, per ora, più essenziali e forse anche più rozze rispetto a Microsoft Office o anche OpenOffice. Però ho i miei dubbi sull'utilità generale di molte delle funzioni contenute nelle applicazioni del pacchetto Microsoft Office.
Ripeto un concetto già espresso. Se c'è un utente esperto (power user) che sa ben usare Word, Excel o Outlook lasciatelo continuare col pacchetto Microsoft Office. Come dice la pubblicità della Mastercard, per tutti gli altri... ci sono le Google Apps, magari integrate con OpenOffice.

>> Punto dieci

Dirigente Microsoft: Con le Google Apps in perpetua versione beta e con Google che decide da sola quando e come introdurre specifiche funzionalità, i clienti hanno un controllo minimo o nullo sulle caratteristiche e sui tempi degli aggiornamenti.
In particolare:
1. come posso fare una pianificazione strategica e gestire la formazione?
2. Come posso ottenere le funzionalità che ho specificamente richiesto? Quanto mi costa acquisire queste conoscenze?


Mig: Ho una qualche idea di come la Microsoft raccolga le opinioni degli utenti e dei loro capi su Microsoft Office. Google ha una marcia in più della Microsoft nel raccogliere informazioni sull'utilizzo delle Google Apps.
Siccome le Google Apps funzionano principalmente su Internet, Google può misurare quanto ogni funzione delle proprie applicazioni venga usata dagli utenti. E nessuno meglio di Google sa come misurare tutti i click che gli utenti fanno su Internet.
Quanto poi la Microsoft o Google tengano conto delle opinioni dei propri utenti, non lo so.

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n.b. la moto divisa in tre spicchi è stata immortalata, lo scorso sabato 13 febbraio a Roma, quando è caduta la neve

sabato 13 febbraio 2010

Questo blog

Sopra: la stazione di Anzio

L'esperienza di tutor d'aula ai corsi per OSS

Nel 2009, da giugno ad ottobre, ho fatto il tutor d'aula a due corsi di formazione per OSS, Operatore Socio Sanitario, a Velletri e ad Anzio.

Per facilitare lo studio dei corsisti mi sono inventato un servizio di 'dispense digitali celeri', che invio come file Adobe PDF ai corsisti entro 24 ore da quando il docente mi consegna la sua presentazione in Microsoft PowerPoint.

Di solito, nei corsi OSS, agli studenti viene fornita, dopo circa cinque giorni dalla consegna della presentazione-dispensa al tutor, una dispensa stampata su carta. Il corsista firma, riceve la dispensa e può studiare meglio.
Cinque giorni possono però essere tanti e anche troppi, per esempio, quando si è a ridosso della verifica su quel particolare modulo del corso. Chiunque abbia studiato seriamente, anche all'università, sa che cinque giorni possono valere, per la propria preparazione all'esame, come oro puro.
Inoltre, a volte, i docenti creano presentazioni lunghe: molte decine di pagine, di solo testo. Con l'assenso del docente e un po' di lavoro, una presentazione PowerPoint di ottanta pagine può diventare un testo PDF di venti pagine, senza perdere una virgola d'informazione e risparmiando un po' di carta.

Così è nato il servizio di dispense digitali celeri per i corsi OSS di Velletri e Anzio.

Già. Ma come mi è venuto in mente?

Mamma che posso farci, sono un formatore


Una delle mie attività è insegnare alle persone ad utilizzare i programmi informatici.
Mi piace fare formazione e mi soddisfa farla bene, con standard internazionali verificabili.

Sono un Ace, in inglese un "asso". Anzi sono l'asso numero centossessantottomilanovecentoventiquattro nella lista della Adobe. La sigla ACE sta per Adobe Certified Expert, cioè esperto in comunicazione digitale certificato dalla Adobe. La comunicazione digitale è grande e varia. Io sono certificato, al febbraio 2010, come esperto nel creare siti con Adobe Dreamweaver, fare fotoritocchi con Adobe Photoshop e creare documenti PDF (Portable Document Format) con Adobe Acrobat Pro.

Sono anche un istruttore su Microsoft Office, certificato dalla Microsoft stessa. Anzi sono l'istruttore numero tredicimilaottocentosettanta. In inglese suona più pomposo: Microsoft Office Specialist Master Instructor.

Come sono arrivato a Gmail


Come formatore nel campo della IT (Information Technology, tecnologia dell'informazione) devo prestare una particolare attenzione ai programmi nuovi. Non a tutti però. Dopo la mia dose di errori, ho imparato a scegliere, cioè a dedicare la risorsa tempo, solo alla sperimentazione delle applicazioni che mi sembrano solide e valide.

Così, pur usando normalmente programmi Microsoft per la gestione della posta (Micrsoft Outlook, Outlook Express e Windows Mail), ho deciso di iniziare ad usare il programma di posta elettronica della Google: GMail.

Dopo una prima (breve) fase di disorientamento, GMail mi piace molto. Così, lo consiglio anche a quei corsisti che non hanno ancora un indirizzo di posta elettronica. (Sì, ci sono ancora persone che non hanno un indirizzo email).
Uso GMail, nel giugno e luglio 2009, per sostenere l'attività del corso OSS di Velletri, in particolare, per:
  • creare liste di distribuzione (mailing list) per il corso;
  • perfezionare la mailing list, correggendo gli errori di indirizzo (che prende molto più tempo di quanto si possa immaginare);
  • inviare le 'dispense digitali celeri' ai corsisti.
Il nuovo servizio va bene, ma può essere migliorato. Alcuni corsisti si lamentano che la email, con le dispense allegate, non è arrivata nella loro casella di posta elettronica. Così creo un sito Internet, dove le dispense, sotto gli occhi di tutti, ci sono e occorre solo scaricarle.

Come sono arrivato a Google Calendar


Nel settembre 2009 mi assegnano al nuovo corso OSS di Anzio, che viene svolto presso l'Istituto universitario Gatti, mostrato nella foto qui accanto.
Al corso OSS di Anzio emerge una nuova esigenza.

Il calendario del corso, consegnato all'inizio su carta agli allievi, subisce le inevitabili modifiche che affliggono ogni programmazione a tavolino.
L'insegnante Tizia è malata, non può fare lezione la prosima settimana e va sostituita. Il docente Sempronio, da parte sua, non può rispettare le date concordate per le lezioni, ma ha trovato una soluzione, facendo a cambio con un altro docente del corso. Infine, per i nuovi corsisti, arrivati come rimpiazzi al posto di quelli che non si sono presentati, vengono fissati appuntamenti particolari, per permettere loro di recuperare le ore perdute.
Tutte queste 'comunicazioni di servizio', di solito, vengono trasmesse a voce ai corsisti, dal direttore del corso o dal tutor d'aula, prima dell'inizio della lezione. I corsisti dovrebbero capire al volo (ma c'è sempre qualcuno che non vola) e correggere manualmente la propria copia del calendario.
Anche qui la tecnologia dell'informazione può essere d'aiuto.

Voglio pubblicare un calendario aggiornato del corso sul sito Internet, in modo che i corsisti possano leggerlo e meditarlo. E voglio anche poter aggiornare il calendario con facilità.

Io ho il mio calendario personale, contenuto in Microsoft Outlook. Però Outlook non mi permette di creare, con facilità e gratuitamente, calendari da pubblicare su Intenet.

Quindi, vista anche la buona prova di GMail, mi rivolgo al programma di Google per creare e condividere calendari: Google Calendar.
Tramite Google Calendar, aggiorno il calendario del corso OSS di Anzio. Tramite un semplice collegamento, il calendario aggiornato appare sulla pagina Internet del corso.
Sempre da Google Calendar, stampo su carta il calendario aggiornato della settimana corrente e di quella successiva. Poi appendo i due fogli a fianco della porta dell'aula dove veniva tenuto il corso OSS.

Sia il servizio delle 'dispense digitali celeri' che quello del 'calendario aggiornato online' sono apprezzati dai corsisti.

Se queste applicazioni funzionano, perché non insegnarle?


Così, finita questa esperienza come tutor d'aula per OSS, ho cominciato a studiare le Google Apps, come vengono cumulativamente chiamate le applicazioni proposte da Google. Oltre alla posta eletronica e al calendario, ho studiato le Google Docs, che comprendono i programmi di trattamento testi, foglio elettronico e creazione di presentazioni. Mi sono anche ricordato che, nel 2008, avevo insegnato a dei giovani pugliesi come creare un Blog con Blogger, che è un'ennesima applicazione di Google.

Nel febbraio 2010, la Bagnetti srl, un rivenditore storico di Mac di Roma Prati, mi ha offerto la possibilità di fare una conferenza dal titolo Ricetta anticrisi: due amici, un Mac e Google Apps sulle applicazioni di Google. Ovviamente mi sono servito di Google Docs per creare la presentazione che ho utilizzato nel corso della conferenza.

Fine della storia e, speriamo, inizio dei corsi.

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